La Benetton Treviso ingaggia il pivot Maurice Taylor



Sito Uff.Pall.Treviso

La Benetton Basket ha messo sotto contratto fino alla fine della stagione il giocatore USA di passaporto italiano Maurice “Mo” Taylor, ala/centro di 206 cm. Nato il 31/10/76 a Detroit, attualmente impegnato in Cina con lo Shanxi dove, compagno dell’ex stella dell’NBA Stephon Marbury, viaggiava 18.6 punti di media a gara, 53.6% da due e 41.8% da tre con 6.8 rimbalzi.
Taylor ha giocato lo scorso anno nel campionato italiano con la maglia dell’Armani Jeans Milano, con 20 gare giocate e 8.5 punti di media con il 51.7% da due e il 42% da tre, 43.6 rimbalzi in 18 minuti di utilizzo medio. Ha un high in Italia di 19 punti realizzati nella semifinale play off, in gara 4 contro Biella. In Eurolega 4 gare con 3.8 punti di media. Giocatore molto tecnico è dotato di ampia gamma di movimenti nei pressi del canestro e di una mano morbida fronte a canestro (puo’ anche tirare da tre), puo’ giocare centro e ala forte. Mo Taylor ha il passaporto italiano grazie ai bisnonni nati in Calabria, la nonna Josephin Rutondo parla ancora il dialetto di Savelli, provincia di Crotone. Taylor ha un pedigree di tutto rispetto, dieci anni e quasi 6000 punti in NBA (massimi in carriera di 34 punti e 20 rimbazli) con un quadriennio universitario a Michigan che addirittura aveva portato a pronosticarlo come una futura star (13 punti e 6.1 rimbalzi in 98 gare). Vinse anche la medaglia d’oro con la nazionale USA ai Panamericani del ‘96 Scelto dai Los Angeles Clippers con la 14esima chiamata al Draft del 1997, le prime tre stagioni nella Lega di Taylor -dagli 11.5 punti da rookie ai 17.1 con 6.5 rimbalzi del 2004/05- lo lanciano come una delle power forward da seguire e gli Houston Rockets, con un contratto da sei anni e 48 milioni di dollari, lo firmano nel luglio 2000. Ad una prima buonissima annata (13 punti con 5.5 rimbalzi) segue però l’infortunio al tendine d’achille che lo condizionerà nel prosieguo: Taylor salta interamente la stagione 2001/02, gioca altre due stagioni coi Rockets arrivando a giocare i playoff prima di essere ceduto ai New York Knicks. Con i Knicks gioca una stagione e mezza con cifre in discesa e chiude la sua carriera da pro nel dicembre 2006 a Sacramento. Dopo due anni di inattività, la scorsa stagione l’esperienza a Milano in campionato ed in Eurolega, poi il trasferimento in Cina.Taylor che ha giocato ieri sera la sua ultima gara in maglia Shanxi (realizzando 35 punti con 15 rimbalzi), salvo disguidi logistici dovrebbe arrivare domani a Treviso in tarda serata e mercoledì prendere contatto con i suoi nuovi compagni e venire presentato alla stampa
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Postato il 16 Mar 2010 by L.Alex
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Risultati 21° Giornata Lega A

Gazzetta.it

Ngc Cantù-Armani Jeans Milano 64-59

Quattro punti consecutivi di Jerry Green consegnano alla Ngc il 141° derby tra Cantù e Milano. Un successo, quello ottenuto dalla formazione di casa, che mancava dal primo aprile 2007 e per questo motivo festeggiato in modo inusuale da Trinchieri, al suo primo derby: "Per noi è come aver vinto un mondiale. Però questo è un successo dei canturini ed è per questo che lascio la parola ai miei assistenti perchè il sottoscritto da queste parti è ancora in prova". Spiazza tutti il coach canturino, lasciando l'onore e la gloria a chi conosce profondamente il significato di una gara, forse della Gara (con la G maiuscola), che in Brianza vale una stagione intera. Un significato capito ed interpretato benissimo sia da Martin Leunen (9 rimbalzi), l'uomo che si è dapprima caricato sulle spalle il peso offensivo di una Ngc incapace di trovare canestri ad alta percentuale nei primi due quarti, sia da Ben Ortner, partito in sordina nei primi due quarti, esploso (dal +4 di valutazione dei primi 20' al +18) nella ripresa dove ha creato spazio e fatto saltare il banco difensivo dell' AJ. Per la formazione di Bucchi il rammarico di non aver consolidato a proprio favore il +11 (23-34) firmato Acker (forse all'ultima gara in maglia AJ) ad una manciata di secondi dall'intervallo. Un errore fatale perchè la Ngc alla ripresa del gioco getterà sul campo una maggiore energia nel cuore dell'area colorata, sfruttando a proprio favore il "suicidio" tattico dei vice-campioni d'Italia, troppo testardi nel cercare il tiro da tre punti nei momenti topici della contesa. Canestri cercati senza troppo equilibrio da Becirovic, sontuoso nel pick and roll con Rocca, meno al tiro (0/7) e da Mordente (0/5 da tre). Per contro la Ngc, nonostante la pochezza offensiva di Mazzarino (0/6 da tre) ha trovato da Markoishvili punti importanti e da Giovacchini una grande prova difensiva.
Cantù: Leunen 21, Green 10, Mazzarino 8
Milano: Rocca 14, Mancinelli 12, Bulleri 11

Montepaschi Siena-Angelico Biella 97-65

Con la mente al campionato dopo la fine della Top 16 e una condizione in crescita, Siena torna schiacciasassi. Macinata Biella che, già senza Diaz fino a fine anno, perde la sesta partita delle ultime sette. Pur con Lavrinovic in stand by in borghese, l'equilibrio dura solo per metà primo quarto, prima che emerga la superiorità a tutto campo di Siena: i lunghi segnano 11 dei primi 16 punti casalinghi, gli esterni caricano di falli da subito i biellesi. Ma il problema dell'Angelico è che tutto questo coincide con nove lunghissimi minuti senza segnare, durante i quali Siena piazza sul velluto un devastante 23-0 da cui i piemontesi si risvegliano ormai sotto 35-11 al 14'. Ad aggravare la situazione degli ospiti c'è la situazione falli: alla media di quasi uno al minuto, al 18' ne hanno già commessi 17, con quattro giocatori a quota tre. Spietata, a cavallo del riposo la Montepaschi ci costruisce su un nuovo 14-2 per toccare il 54-25 al 22' sull'onda del quarto fallo di Aradori e di un tecnico a Bechi. Rianimata da un 10-2 di Soragna e Achara, Biella gioca un terzo periodo da 21 punti con 9/10 dalla lunetta, dopo i 25 punti in metà partita, per rientrare sul 63-44 al 28'. Con quattro triple in fila, più un'altra su cui subisce fallo, a cavallo degli ultimi due quarti, Siena si riaccende con 15 punti in 4' per il 78-52 al 32', allungato da Carraretto e Slokar fino al 91-61 a 100” dalla fine.
Siena: Sato 17, McIntyre 14, Eze 14, Domercant 14
Biella: Achara 18, Smith 14, Aradori 8, Soragna 8

Lottomatica Roma-Scavolini Pesaro 70-61

Roma cancella il k.o. di settimana scorsa a Biella, vince con Giachetti la sua sesta gara interna consecutiva e attende lo scontro con Siena di domenica prossima. Pesaro parte meglio, grazie a Hicks e Joksimovic (2-8 e 11-14), ma è subito condizionata dai due falli di Flamini e Williams. Così Roma, che dall’arco è un disastro (0/6 dopo 10’, 4/22 totale), può andare invece bene sotto canestro con Hutson prima (8 punti nel primo quarto) e Crosariol poi (9 punti e 4 recuperi all’intervallo lungo). Anche perché l’asse Green-Williams dall’altra parte non gira a dovere. Così Roma passa per la prima volta al 7’ (15-14) e prende il possesso del match. Winston comincia a regalare punti, Crosariol riesce a dominare sotto le plance, fissando il +10 (38-28). Nel secondo tempo, invece, Roma comincia con le idee confuse ed il termometro sono le tante palle perse in attacco. Winston fa fatica su Hicks (44-40 al 23’45"), mentre Wlliams (9 punti nel terzo quarto) torna a essere il gigante decisivo che Hutson e Crosariol non riescono più a contenere. Così Pesaro rosicchia punti e chiude il terzo quarto a -1 (51-50), fino al sorpasso (55-56 al 33’23) con due triple consecutive dell’ex Cinciarini. A rimettere in carreggiata Roma ci pensa un grandissimo Giachetti (12 punti nell’ultimo quarto), che consegna così alla Lottomatica una vittoria molto pesante.
Roma: Giachetti 15, Jaaber 13, Crosariol 10, Hutson 10, Winston 10
Pesaro: Hicks 14, Williams 11, Cinciarini 11

Carife Ferrara-Air Avellino 78-63

La Carife non vuole mollare la serie A e lo dimostra schiantando un'opaca Air, sovrastata ai rimbalzi (42-28) ed inguardabile nel tiro pesante (19%). Nel primo quarto sostanziale equilibrio, con predominio sotto le plance di Ford, il quale con 8 punti assicura il 21-18 al 10'. Avellino inizialmente tiene con una buona distribuzione di punti, poi al 17'20” Schultze trova la tripla (5/9 di squadra nel secondo quarto) del 37-31, primo strappo della partita. Vantaggio che si dilata a +9 coi liberi di Farabello, in chiusura di quarto, per il 42-33. Devastante è il terzo quarto dei padroni di casa: in 3' la Carife seppellisce l'Air con un 13-2 (7 di Jackson) per il +20 (55-35) che segna il match. Gli ospiti sono condannati soprattutto da una confusione totale in fase di possesso palla. Quando poi Nnamaka schiaccia a due mani al 26'26”, Ferrara è in orbita (61-38, +23). Negli ultimi 10' la Carife gestisce senza affanni il vantaggio, con Avellino mai pericolosa.
Ferrara: Ford 22, Jackson 22, Schultze 12
Avellino: Troutman 14, Lauwers 11, Porta 10

Canadian Solar Bologna-Cimberio Varese 80-67

Difese da rivedere, poca voglia di faticare, troppi tiri aperti per due attacchi che peraltro non hanno frombolieri eccelsi: questo il copione della gara che la Canadian vince dilagando nel terzo quarto mentre Varese affonda nelle palle perse e negli errori dei suoi giocatori più importanti. Nel primo quarto le percentuali elevate fanno sembrare infallibili i tiratori di entrambe le squadre, addirittura Bologna gira con l’83% (10/12). La Virtus scatta con un 20-6 a cavallo dei due quarti iniziali: prima Maggioli, poi Collins e Vukcevic siglano il 40-29. Varese ha Martinoni ispiratissimo ma, con gli americani poco incisivi, perde sicurezza sbagliando molto dalla lunetta contro l’en-plein bolognese (8/8) che consente ai padroni di casa di andare all’intervallo lungo sul 44-36. Al ritorno in campo non c’è storia: Bologna allunga coi voli di Koponen, le triple di Collins e gli schiaccioni di Sanikidze mentre Vukcevic al solito amministra il vantaggio col suo grande magistero. All’inizio di ultimo quarto è +20 per la Virtus (67-47; 75-55), il resto vale solo per le statistiche.
Bologna: Collins 20, Maggioli 15, Koponen 13
Varese: Martinoni 12, McGrath 12, Thomas 12

Benetton Treviso-Vanoli Cremona 70-72
Grande impresa della Vanoli, che passa a Treviso dopo una gara brutta ma tiratissima, conquistando due punti d’oro per la salvezza. Cremona alza il ritmo fin da subito e prova a correre grazie alla buona difesa (Rowland 4 recuperi). Treviso si regge sulle invenzioni di Rivers e Motiejunas: i due insieme realizzano 14 punti sui 16 della loro squadra, nel primo quarto. La seconda frazione inizia in equilibrio (16-15), ma improvvisamente si infiamma Troy Bell: in un attimo 12 punti con tre triple e un canestro e fallo. I compagni lo seguono, Cremona non sbaglia più. Treviso fatica, anche perché Neal non entra in ritmo. Al 17’ è 27-34 e la Benetton sembra in affanno. Invece i ragazzi di Repesa trovano il 10-1 che li riporta in partita: 37-37 il punteggio a metà gara. Si ricomincia: Treviso trova punti dalla lunga con Rivers e Neal, ma spreca tutto regalando canestri semplici e triple liberissime. Il ventesimo di Bell vale il sorpasso sul 45-47 e costringe Repesa a un time-out rabbioso. Rivers e Motiejunas, ancora loro, ricuciono. Ma Cremona c’è: due triple di Formenti e un appoggio di Milic chiudono il terzo periodo sul 56-60. L’ultimo quarto è caldissimo: si procede punto a punto, con tanti errori e troppi palleggi da entrambe le parti. La Vanoli trova un piccolo break con Rowland, che vale il 70-72. Treviso ha l’ultima palla, ma non riesce a tirare: i 24” scadono nelle mani di Hukic, e la Vanoli può festeggiare.
Treviso: Rivers 21, Motiejunas 12, Nicevic 11, Neal 11
Cremona: Bell 20, Formenti 12, Anderson 12

Pepsi Caserta-Banca Tercas Teramo 59-67

Cade ancora in casa la Pepsi Caserta, evidentemente le squadre del basso adriatico non le portano bene: prima perde contro Montegranaro e poi contro Teramo. Il match non è stato bello (“Caserta non si allena al completo da settimane - dichiara a fine gara l’allenatore Sacripanti -, ha attaccato male il canestro avversario e difeso a tratti con troppa sufficienza"). Teramo invece aveva nella mente la sconfitta casalinga contro Cantù ("e i fantasmi delle nove partite perse con scarti minimi”, commenta felice Capobianco). La partita: buona la partenza della Banca Tercas che è precisa da sotto (7/7 da due) e tiene sulla corda la squadra di casa. Young libero sottocanestro non sbaglia e porta i suoi avanti 13-14 al 7’. Di Bella esce perché ha due falli, Koszarek in regia, con l’aiuto di Ere e delle sue proverbiali entrate, tengono a galla Caserta 15-16. E’ però Doonerkamp con una tripla a consentire ai locali di chiudere avanti il primo quarto 21-18. Nei secondi 10’ di gioco, Caserta smarrisce la via del canestro 1/8, 1/6, solo 9 punti a referto e chiude il tempo sul 30-35, con Teramo avanti con i punti di Bobby Jones e Lulli. Nel terzo tempo sono Diener e Lulli a far soffrire la difesa di Caserta che si appoggia sulle iniziative sporadiche dei suoi. La musica non cambia nell’ultimo quarto con Diener, stavolta in coppia con Jurak, a segnare i punti della vittoria, mentre Caserta arranca per cercare di salvare il salvabile, ma è troppo tardi e si ferma a quota 59, il minimo stagionale dei punti segnati.
Caserta: J. Jones 13, Ere e Michelori 11
Teramo: Diener 12, B. Jones 11, Jurak 10
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Postato il 16 Mar 2010 by L.Alex
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Risultati 20° giornata Lega A


Gazzetta.it

La Montepaschi s'impone a Ferrara e resta imbattuta. Caserta passa a Pesaro e resta seconda mentre Milano batte Bologna e affianca Montegranaro al terzo posto. Biella supera Roma, ok Avellino e Cantù.

Armani Jeans Milano-Canadian Solaro Bologna 73-71
L’Armani Jeans vince la sfida con la Virtus Bologna aggrappandosi a un gigantesco Mason Rocca (22 punti, al suo massimo stagionale), in campo 36’ per l’assenza di Petravicius (mal di schiena). Bene anche Maciulis e Mordente ma la chiave della gara è la coppia Becirovic-Hall (9 e 6 punti rispettivamente, ma 13 assist in due). Bologna va dove la porta il tiro di Collins, autore di 16 punti nella ripresa. Ma la qualità del suo gioco è modesta, Moss è in condizioni precarie, gioca ma fa disastri, Maggioli non dà segni di vita (zero punti, zero rimbalzi, un tiro sbagliato). Becirovic parte in quintetto e illumina: la qualità dei tiri dell’Armani, grazie anche alle "sponde" di Hall, è altissima. L’attacco di Bologna, semplicemente, non attacca e non produce niente neppure con Collins che non cerca mai un uno contro uno su Becirovic. Così Milano va via, chiude il primo quarto +12 (26-14), poi senza lo sloveno e Hall ristagna come la Virtus. Che è la prima a svegliarsi: 6 punti consecutivi di Hurd danno un senso ad un secondo quarto orripilante (14-8 per Bologna con 7 palle perse a testa), che Milano controlla grazie alle giocate difensive di Viggiano. Lardo nell’intervallo indottrina il suo playmaker, e sono le sue giocate contro il rientrante Becirovic a dare a Hurd la palla del primo pareggio (37 pari al 24’). Ma è ancora la qualità dei passaggi nati dalla coppia Hall-Becirovic, che trova perfetti esecutori finali in Rocca e Maciulis, a riportare avanti l’AJ (48-41). Ormai, però, la Virtus s’è scaldata da tre e la gara sale di livello, ma l’8/9 al tiro del terzo quarto viene vanificato dalle palle perse: Milano tira il doppio e riprende un buon vantaggio con Moredente e, ancora, Rocca (61-49). Ma, ancora una volta, contro la difesa a tutto campo che poi diventa zona della Virtus, Milano si fa trovare troppo a lungo senza i suoi giocatori chiave, Becirovic e Hall. Collins ormai è un fattore decisivo da tre punti, Sanikidze domina atleticamente l’area e arriva un parziale di 11-0 che produce il primo vantaggio della Virtus (64-65 al 37’). Si arriva in volata, con i liberi di Rocca e Becirovic (67-65) ma anche con un’infrazione di palming fischiata allo sloveno e una contestata infrazione di metà campo a Hall che dà a Moss i personali del nuovo pareggio (67-67). Un gigantesco Rocca dà il nuovo vantaggio a Milano, assist Maciulis, e Bologna si gioca la partita su un doppio errore di Koponen e Moss, su rimbalzo offensivo di Hurd, a 15" dalla fine. Il 4/4 di Mordente dalla lunetta vanifica anche la tripla di tabella dell’americano. (Luca Chiabotti)
Milano: Rocca 22, Maciulis 15, Mordente 12
Bologna: Collins 21, Hurd 15, Koponen 11.

Napoli-Vanoli Cremona 48-145
Uno scarto di 97 punti in 58 minuti circa di partita. Cremona svolge rapidamente il suo “compitino” nella gara che sancisce la matematica retrocessione in legadue del club di Papalia. Equilibrio nei primi 6 minuti circa, con il giovane Ciavarroni che infrange il muro dei 100 punti in serie A, poi il solito copione con la Vanoli che dilaga. Le batoste vere per i padroni di casa erano però arrivate in settimana, prima dalla Corte Federale e poi dalla Comtec, che avevano portato a 20 punti la penalizzazione per il club da scontare nel prossimo campionato. (Leonardo Balletta)
Napoli: Ciavarroni 14, Giovannelli 8, Bellini 7
Cremona: Conti 29, Milic 22, Sklavos 18

Carife Ferrara-Montepaschi Siena 63-71
La corazzata Montepaschi fatica non poco ad avere ragione della Carife e lo fa solo nei tre minuti finali di una gara che Siena non ha dominato, ma solo controllato. Forse la fatica, gli infortuni, lo schiaffo subito dopo l’uscita dall’Eurolega ha reso più vulnerabile la Mens Sana che non è mai riuscita a dare una svolta alla gara se non negli ultimi due minuti. Per chiudere la partita del PalaSegest sono serviti due liberi ed un canestro da tre punti di Sato, assieme ad un libero di Hawkins al 38’. E dire che la Carife era riuscita a tenere aperta la gara fino al 36’. L’aveva fatto reggendo in difesa e trovando nell’ultimo quarto il coraggio e la capacità di segnare da fuori quando Siena ha chiuso le porte dell’area con Eze e Stonerook. Due canestri da tre punti di Sacchetti sono serviti a Ferrara per restare in partita (57-59 al 35’) salvo poi non riuscire a concludere una rimonta iniziata sul -11. Perché lo strappo più duro di Siena è arrivato alla fine del terzo quarto. Guarda caso dalle mani e dalle capacità di Terrell McIntyre. Capace di segnare 5 punti e subire un fallo in attacco per il 46-55 del 29’. Parziale che era arrivato dopo un altro recupero di Ferrara che con Ford e Schultze era arrivata fino al 46-48. Ma poi, a gioco lungo, la maggior forza di Siena ha prevalso. (Mauro Cavina).
Ferrara: Ford 17, Jackson 14, Grundy 13
Siena: Sato 17, Hawkins 13, Eze 12

Scavolini Pesaro-Pepsi Caserta 81-89
Non si interrompe la corsa della seconda in classifica, Caserta espugna anche l’Adriatic Arena di Pesaro e la prima da ex di coach Sacripanti è più dolce di un sogno. La gara è un valzer di tiri pesanti con la Pepsi in netto vantaggio (59%); il contorno è fatto da due tifoserie calde che non si sopportano, controllate dalle forze dell’ordine schierate in gran numero. La scelta di Sacripanti è caduta su Bowers, che vince il ballottaggio con Hite e viene schierato addirittura in quintetto. Caserta comanda – di misura - con le triple, Pesaro resta a contatto e piazza un parziale di 14-2 in 6’ di secondo quarto, correndo e difendendo. I padroni di casa si issano un paio di volte sul più 11 ma la Pepsi rientra sempre senza troppi problemi, soprattutto con i tiri pesanti. All’intervallo gli ospiti hanno il 67% dai 6,25 e ringraziano soprattutto il 4/4 di Jumaine Jones, che alla fine sarà 7/8. Nuova spallata pesarese al 24’: 54-43 con contropiede e tiri da tre, Caserta rientra sempre (58 pari al 28’), con i tiri da tre, e un fantastico Jones porta per mano la sua squadra in vantaggio (66-72 al 35’). Gli ospiti controllano fino al termine, sono a più 7 al 38’, con un grande Ere. Decisivi i 27 punti nell’ultimo periodo, mentre Pesaro crolla sul più bello. (Camilla Cataldo.
Pesaro: Hicks 21, Williams 15, Green 13
Caserta: Jones 23, Ere 14, Koszarek 14

Air Avellino-Cimberio Varese 76-67
Avellino fa sua una gara dai due volti. All’Air sono sufficienti gli ultimi 13 minuti (29-8 il parziale) per cancellare una partenza opaca. L’avvio è all’insegna dei lunghi. Pillastrini lancia in quintetto la coppia Martinoni-Antonelli che si fa trovare pronta (4-9 al 4’). Troutman (40 di valutazione alla fine) rende la pariglia con la sua seconda tripla stagionale. I viaggi in lunetta di Brown e Akyol tengono in scia i biancoverdi mentre Pillastrini ha già ruotato ben nove uomini all’8’. Tra di essi il jolly è Galanda: dodici punti consecutivi del capitano in appena due minuti segnano la prima vera fuga (19-28 al 10’). Avellino prova ad abbassare i ritmi contro una Cimberio che mostra di saper leggere meglio la difesa avversaria e di essere più reattiva a rimbalzo. L’onda lunga dei lombardi prosegue sino al +12 (47-59 al 27’). E’ il momento della svolta. Pancotto pesca dal cilindro la soluzione dei quattro piccoli rispolverando Cortese nell’inedito ruolo di ala forte. Il match cambia volto. Avellino piazza un parziale di 13-0 (60-59 al 33’) per il sorpasso definitivo. L’infortunio di Brown non demoralizza gli irpini e Cortese suggella la sua prestazione provvidenziale con due triple che scavano il solco definitivo. Varese sparisce dalla scena andando a bersaglio solo dalla lunetta negli ultimi 13 minuti. (Massimo Roca).
Avellino: Troutman 20, Brown 17, Akyol 10
Varese: Thomas 15, Tusek 15, Galanda 14

Angelico Biella-Lottomatica Roma 85-80
L'Angelico ritrova il sorriso e la vittoria proprio contro la Lottomatica, sempre battuta negli ultimi quattro incontri dagli scorsi playoff, e interrompe la striscia di cinque sconfitte consecutive riprendendo il cammino verso la salvezza più che mai alla portata. Roma, reduce da una serie di prestazioni incoraggianti in chiave playoff, perde l'occasione per compiere un salto di qualità, dimostrando di avere ancora troppe distrazioni da limare nell'arco di un incontro che comunque l'ha vista in gara fino agli ultimi secondi, quando la fiammata finale dell'ex Minard s'è spenta sul ferro, senza pareggiare la precedente tripla di Massimo Chessa dell'83-80. Dalla lunetta poi Biella ha chiuso la pratica che ha visto la giovane guardia sarda vero e proprio mattatore. Nuovo high di 19 punti in A e tiri decisivi che hanno ripagato la fiducia di coach Bechi che lo ha lanciato in quintetto per l'assenza dell'infortunato Diaz. Boniciolli ha trovato buoni spunti da Giachetti e Dragicevic, mentre il resto della batteria ha offerto momenti alterni. In questo senso male i lunghi romani che invece avrebbero potuto fare la differenza sotto canestro. (Gabriele Pinna)
Biella: Chessa 19, Smith 17, Garri 15
Roma: Dragicevic 16, Giachetti 12, Minard 12

Tercas Teramo-Ngc Cantù 72-73
Cantù espugna Teramo alla fine di una partita molto combattuta: domina nei primi 2 quarti e mezzo, soffre nel quarto periodo, perde e rivince negli ultimi 2’. Partenza difficile per la Tercas: l’attacco stenta, non trova ritmo, la difesa fatica. Il miglior realizzatore per Teramo è Stanescu, la Ngc trova invece subito caldo Markoishvili e prova subito a staccarsi, 13-19 al primo intervallo. Capobianco cerca energia in panchina, cambia quasi tutti gli uomini, ma è Cantù a trovare il primo break consistente, con il contributo di Ortner, Micov, Mian e Green scappa via 15-28, con Teramo che non riesce a essere assolutamente consistente in difesa. In attacco Young si fa sentire sotto canestro, ma non c’è fluidità, Hoover non trova il canestro, ed è ancora la Ngc ad accelerare: 26-41 a 40’’ dal riposo. Soltanto i guizzi di un Poeta lottatore impediscono la debacle e la Tercas arriva al riposo sul 31-41. Teramo concede ben 10 rimbalzi in più agli avversari e soprattutto fatica a trovare solidità in difesa. Alla ripresa è ancora Cantù a fare la partita: un parziale di 7-0 e scappa sul max vantaggio (31-48). Teramo capisce che deve alzare la difesa, Jones da il là con due palle rubate e la squadra si trasforma. L’attacco in velocità trova gli spazi giusti e con 5 triple (Amoroso 3,Poeta e Diener 1 a testa) la partita è completamente riaperta, al 27’ 52-57. Cantù negli ultimi 4’ non segna più e si arriva all’ultimo riposo sul 53-57. Nell’ultimo periodo si segna con il contagocce: Amoroso è l’anima di Teramo, ancora 2 triple, Mazzarino prova a tenere a contatto Cantù, ma l’inerzia e i falli sono tutti dalla parte dei padroni di casa; al 38’ i padroni di casa con un entrata di Poeta volano 72-65. Sembra finita, invece Markoshvili segna 2 triple e a 37’’ Teramo conduce solo 72-71. Poeta sbaglia l’entrata, Green dall’altra parte realizza per il 72-73. La Tercas ha soltanto 6’’15 per provare a vincere, ma il tiro di Hoover finisce sul ferro e Cantù festeggia. (Malì Pomilio)
Teramo: Amoroso 24, Poeta 15, Diener 7
Cantù: Markoishvili 23, Lydeka 10, Leunen 8
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Postato il 08 Mar 2010 by Admin
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